settembre 15, 2011

“Donne che scrivono”

sabato 3 settembre, ore 21:00, Palazzo Mazzolari Mosca, FestaPesaro

con Lella De Marchi, Artemisia Bartolini, Federica Campi, Anna Matteucci. Coordina Risaria Bonatti

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settembre 15, 2011

PREMIO OSSI DI SEPPIA 2011 – Narrativa breve

“Il tempo è un demone infallibile”

autorevolmente segnalato e pubblicato nell’antologia

&

PREMIO ANTONIO FOGAZZARO 2011 – Racconto breve

“Di notte, il karaoke”

finalista e pubblicato  nell’antologia

 

http://www.lellademarchi.it/1/inediti_1707663.html

 

luglio 12, 2011

“TRA TERRA E CIELO” – Generazioni di poeti marchigiani a confronto

Mercoledì 13 luglio, ore 21:30

Gabicce Mare, Piazzetta del Municipio

 Letture di Lella De Marchi e Franca Mancinelli

Introduce Marco Ferri

Alessandro Buccioletti, chitarra acustica e jazz

“Teatro Instabile”, interventi attoriali

luglio 12, 2011

Due segnalazioni di merito alla mia nuova raccolta poetica inedita

                                              “Metropoli cosmopolita”
 

Premio Lorenzo Montano 2011 (www.anteremedizioni.it)

Premio San Domenichino – Città di Massa

giugno 21, 2011

Mercoledì  29 giugno – ore 17

“POETESSE D’ITALIA – TRIBUTO A ELIZABETH BARRETT BROWNING (1806 – 1861)”

presso Casa Guidi, Piazza San Felice 8, Firenze

In occasione del 150mo anniversario della morte di Elisabeth Barrett Browning, celebre poetessa inglese, è in programma  presso Casa Guidi, una porzione di un antico palazzo patrizio situato vicino ai Giardini di Boboli e ultima residenza dell’autrice,  un evento celebrativo realizzato con il patrocinio del Comune di Firenze e della Regione Toscana.

 L’idea è quella di ripercorrere il percorso letterario, sentimentale e umano della Barrett attraverso la lettura delle sue liriche e di quelle di autrici provenienti da varie regioni italiane.  Ognuna di loro sceglierà  propri brani da abbinare a quelli della grande poetessa, secondo un’affinità femminile che oltrepassa i secoli, e che  vuole rendere omaggio al legame fortissimo che la stessa ebbe con l’Italia.

 Ad introdurre l’incontro sarà Giusy Cafari Panico, organizzatrice dell’evento. Interverranno anche le poetesse Marina Pratici, Daniela Quieti e Lella De Marchi. Gabriella Sica, nel corso del pomeriggio, leggerà brani dal suo libro, finalista al Premio Strega, “Emily e le altre, Cooper 2010,” ricordando l’ammirazione della  Dickinson per “E.B.B.” (le iniziali con cui amava firmarsi la poetessa in tutte le sue opere).

giugno 13, 2011

Primo Premio Assoluto
alle mie poesie inedite “Untitled” e “Il baco”

PREMIO POESIE SENZA CONFINI 2011

sabato 4 giugno, ore 21.30, Agugliano (An)

In Giuria:
Alessandro Seri (presidente)
Evelina De Signoribus (poeta)
Franca Mancinelli (poeta)
Luigi Socci (poeta)

www.associazionelaguglia.it

giugno 10, 2011

è molto strano. quando mi dicono: che musica ascolti? mi mettono sempre in imbarazzo. a me sembra, più spesso, che le mie parole somiglino al fruscio delle foglie sugli alberi, all’ululato di un lupo, ad un inconsueto batter d’ali.

giugno 7, 2011

“Necessità della favola”

poesia inedita, Seconda classificata

“Premio ArtemExTempore – I miti del nostro tempo”, 2011

In Giuria:

Maria Lenti (presidente), Gualtiero De Santi (scrittore e critico), Loris Ferri (poeta), Francesco Gazzè (autore di canzoni)

MOTIVAZIONE DELLA GIURIA:
Nell’intensità di un vuoto come correlato oggettivo, dagli spazi del mito-immesità a quelli della fantasia, scivola la non appartenenza al buio ma anche la non distinzione dello spiraglio. Rinominata nel mito e nella fiaba, sia, allora, la favola un “fiato rimbalzante” a vincere l’inerzia, a scalfire il dolore che ci guarda, il narcisismo essiccante, la ragione insufficiente: dalle figure di pensiero alle figure poetiche, in un rimbalzo  che si rileva e si chiarifica, determinandosi, verso per verso.

http://www.artemextempore.it

aprile 11, 2011

“La spugna”,

il mio libro di poesie (Raffaelli 2010)

Premio Astrolabio per l’Opera Prima.

Pisa, 16 aprile 2010.


“L’autrice la scelto per intitolare la sua raccolta il nome di un animale umile, destinato a diventare spesso un oggetto di uso comune, la spugna, appunto. Questa si rivela subito, alla prima lettura della raccolta, una metafora semplice e immediata, ma anche ricca di implicazioni semantiche. Lo stile, che quasi mai conosce confini sintattici definiti, richiama, secondo noi, proprio gli infiniti percorsi che l’acqua compie all’interno di una spugna nel suo flusso e riflusso, e quest’acqua può far pensare all’essere quando viene a contatto con l’arte poetica e vi penetra in profondità. La sensibilità dell’Autrice tenta veramente una simbiosi con la realtà, fino agli orizzonti più lontani, simboleggiati dalle liriche di ambientazione giapponese. E’ in fondo la missione della spugna: disgregarsi per diffondersi nel mare, potenzialmente all’infinito.
Siamo quindi lieti di assegnare a Lella De Marchi il nostro premio per l’opera prima”.

Andrea Salvini

http://www.lellademarchi.it

febbraio 16, 2011

“La spugna che filtra la vita”,
Alessandro Moscè, in Prospettiva, 29 gennaio 2011

..Nella poesia di Lella De Marchi si riscontra un continuo circolare di azioni tra spazi, soffi, vibrazioni, vuoti, fondi ecc.  L’autrice si chiede quale sia il punto di partenza, l’evento primigenio, l’espansione di un  nucleo dal quale dare il via alla creazione, ad ogni creazione: “essere senza senso, senza nessuno / dei sensi, librarsi alti nel cielo, / diventare aria, via via liberarsi / salendo dei nomi attaccati / agli oggetti, dei loro sensi, fare / come può fare la musica..”. La poesia serve per focalizzare una traccia, una sorta di immortalità a queste azioni precarie. Cristallizzare i tempi vicini e remoti, permette a Lella De Marchi di assimilare la multiformità dell’esistenza, le sue sfaccettature, la sua dualità…Questo prisma con più facce è un dato esteriore, ma anche endogeno, esprimendo un concetto psicologico, una ragione somatica, un’affettività dell’anima. “Il sentimento opposto” è un approfondimento di sè “ma se mi spingo troppo è come diventare / niente, un luogo inaccessibile vuoto / anche di me, un giorno che non ha fine // nè inizio, è come restare fuori da tutto / andando sempre più a fondo”. Lella De Marchi sembra sentire sulla sua pelle il cambiamento impercettibile delle molecole, degli atomi. Il suo non è uno sguardo sui grandi avvenimenti del mondo, ma sui gangli dell’universo e dell’uomo: pertanto è uno sguardo del tutto anacronistico. Anche se la poetessa allude a sè stessa, non è mai autoreferenziale, ma assoluta, perfino verticale. Vede la complessità della natura nella sua ciclicità e riduce l’equazione a segni, a “messe in parallelo”. Cerca sempre di capire ciò che risulta frastagliato, oscuro, astruso. Come nella poesia Sono, quando fiuta una verità da estrapolare in una corsa infinita, in un’esausta volontà di afferrare la rivelazione prima e ultima, il segreto cosmico, il big bang delle piccole realtà, dei piccoli avvenimenti quotidiani “negli anfratti disusati delle cose, / sulla trasmissione diretta dei segnali, lungo gli interstizi disabitati / dei mattoni…”.

http://www.lellademarchi.it/1/la_spugna_1702279.html