dicembre 28, 2008

LOVE ME

LOVE ME

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LOVE ME

dicembre 28, 2008

Ebbe subito l’impressione che non si trattasse più, come ai tempi di Descrizione di una battaglia, di un gioco “con la punta delle dita”. Quel racconto era scritto con tutte le sue energie: con la mente, l’anima, il corpo. Era un vero e proprio parto, “coperto di lordura e di muco”. Le forze del suo inconscio, che fino allora aveva contenuto e represso, erano venute improvvisamente alla luce, spezzando le barriere che le avevano ostacolate.

da Kafka di Pitero Citati

dicembre 28, 2008

“Domani ricomincio a scrivere, mi ci voglio buttare con tutta la mia forza, sento che se non scrivo c’è come una mano inflessibile che mi caccia via dalla vita”.

da Kafka di Pietro Citati

dicembre 27, 2008

“E’ come se tutto il mondo fosse precipitato dentro di te…l’amore che mi concedi diventa sangue che mi attraversa il cuore, non ne ho altro…vorrei che tu non fossi al mondo, ma tutta in me, o meglio ancora che io non fossi al mondo, ma tutto in te, uno dei due è troppo secondo il mio sentimento, la suddivisione in due persone è insopportabile..”

da Kafka di Pietro Citati

dicembre 27, 2008

Terra! Hakone, Open Air Museum, ottobre 2006

Terra! Hakone, Open Air Museum, ottobre 2006

dicembre 21, 2008

mi addormento, cullata dai miei pensieri, mentre le nubi non si diradano, prendo il primo aquilone, ali di carta, si straccia anche il cielo, mentre il vento spira forte, forse è da ovest che viene, forse è da est che viene, forse non viene, mentre mi trasporta il giallo di quei limoni, dove mi deposito stasera è festa per le allodole, mentre cade trafitto dall’ultimo raggio del sole mancato al mio appuntamento anche l’inquilino del piano di sopra, poi c’è l’uomo che avrei sempre voluto toccare ma non ho mai potuto, nouveau Chagall, torna a terra, torna a riprenderti i tuoi colori, tutte le volte che mi hai mancato c’ero, tutte le volte che mi hai preso sono svanita, come un aquilone..

dicembre 21, 2008

” Tu es mon objet trouvé “

dicembre 21, 2008

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Andy Warhol, autoritratto

dicembre 14, 2008

“Quando scrivo vivo uno stato di esilio dal corpo. E’ come se uscissi dal mio corpo per cercare dimora in altri corpi. Ma questi mi fuggono in continuazione. E poi sono Tanti. La verità è che io stessa vorrei fuggire, scappar via, non esistere. Quando scrivo vivo uno stato di esilio dal corpo, una condizione di afasia, una situazione ante litteram, qualcosa che ha più della musica che del senso, una specie di verso. Quando scrivo faccio il verso al rumore delle foglie sugli alberi”.

Ecrire pour étre

dicembre 14, 2008

“La bellezza dei muscoli in movimento duplicata dallo specchio in esercizi di stile, dopo il primo bacio simulavo attillando le labbra già consapevole che sarebbero rimaste solo repliche”.

da “Luminal”, di  Isabella Santacroce